Notizie di cronaca nelle Marche
Venerdì, 01 Settembre 2017 17:06

Scuola: Il grido di protesta dei bidelli.

A pochi giorni dall'inizio della scuola e della prima campanella, il grido di protesta arriva dal personale Ata ( i così detti bidelli ) che denunciano nelle Marche una grave carenza di personale.Con un comunicato congiunto i sindacati -  Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal, hanno fatto sentire la loro voce e hanno chiamato in causa  i parlamentari marchigiani Alessia Morani e Camilla FabbriNei prossimi giorni sono previsti incontri con altri parlamentari del territorio.  

Le Marche sono la regione che ha ottenuto meno personale ATA per le proprie scuole in tutta Italia.

Appena 42 posti in più rispetto a un organico di diritto di 5.949 che è stato progressivamente limato nel corso degli anni.

Nell'anno scolastico 2015/2016 erano 6.139 le unità necessarie per far funzionare la scuola delle Marche. Ora, a parità di condizioni, appare davvero improbo il compito di far funzionare tutto il sistema, rispetto anche all'aumento di complessità di compiti amministrativi e gestionali, l'aumentato utilizzo di spazi fisici (aule multimediali, spazi disabilità), palestre, nuove tecnologie, laboratori e officine virtuali.

sindacati scuola cisl

Senza contare il blocco inserito nella Finanziaria 2015 che ha reso impossibile sostituire il personale tecnico e amministrativo anche in caso di assenza prolungata per malattia.

Di certo non servirebbero i numeri della Campania (+1298) ma secondo secondo Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confasal, la situazione attuale rischia di mettere in crisi tutto il sistema.

bidello banchi

Questi in estrema sintesi i motivi che hanno portato le segretarie regionali del comparto, Leonilde Gargamelli (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl Scuola), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Paola Martano (Snals Confsal) a sollecitare i parlamentare eletti nelle Marche chiedendo loro un intervento. Il 31 agosto, con una delegazione di lavoratori, hanno incontrato a Pesaro, nella sede della Provincia, le parlamentari Alessia Morani e Camilla Fabbri. È stato consegnato un documento che riepiloga sia la situazione nazionale che quella marchigiana.

«Per far “funzionare” una scuola è necessaria – dicono le sindacaliste - la partecipazione attiva di tutto il personale, anche l'Ata. Tale assunto sembra essere completamente ignorato dalla legge 107 che non prende mai in considerazione il personale Ata, quasi fosse inesistente. È invece fondamentale per il buon funzionamento di ogni scuola riconoscere le specificità delle funzioni ATA nel loro pieno esercizio. Nelle segreterie, nei laboratori, negli spazi della scuola a contatto con gli alunni, in collaborazione con la docenza e la dirigenza scolastica.

bidella banchi

Chi fa le leggi non può dimenticare che nelle istituzioni scolastiche esistono ruoli, oltre che a quelli prettamente didattici, che concorrono al raggiungimento degli obiettivi fissati, figure che devono essere valorizzate e che non possono essere trascurate o sottovalutate come tuttora avviene».

Saranno organizzati altri incontri con i parlamentari marchigiani: fra una decina di giorni, c'è già appuntamento a Civitanova. Intanto Fabbri e Morani hanno riconosciuto che nella cosiddetta "Buona Scuola" il personale Ata non è stato considerato e convenuto sul fatto che si dovranno investire risorse economiche e professionali.

 «Chiediamo – concludono le segretarie regionali – la revisione della norma sulle supplenze Ata, un organico funzionale al Piano di offerta formativa consolidando i posti tagliati nel 2015, un riequilibrio tra le regione, aumentando adeguatamente l'organico della Regione Marche, tra scuola primaria e secondaria, criteri di assegnazione che tengano conto del numero di alunni, plessi, alunni disabili, assistenti informatici in tutte le istituzioni, formazione, un bando di concorso riservato a direttori dei servizi generali amministrativi e retribuzioni adeguate visto il ruolo svolto all'interno della scuola. Speriamo di riuscire a sensibilizzare i nostri rappresentanti in Parlamento perché è inutile investire risorse se poi l'apparato amministrativo non è messo in condizioni di funzionare».


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Giovedì, 31 Agosto 2017 18:45

Un tetto in legno per Santa Maria in via.

A Camerino è iniziata già da qualche tempo la messa in sicurezza del Santuario di Santa Maria in via. Proprio questo giovedì 31 agosto la chiesa è stata oggetto di visita da parte del presidente della Conferenza Episcopale Italiana Card. Gualtiero Bassetti, , accompagnato dall’arcivescovo Brugnaro e dalle autorità cittadine. Complesso il lavoro che si sta portando avanti come riferisce l’ingegnere Carlo Morosi, responsabile dell’Ufficio Sisma della Diocesi di Camerino, San Severino Marche.

“ E’ iniziata innanzitutto la cernita degli affreschi che sono caduti dalla volta centrale- spiega- per i quali si è proceduto allo stoccaggio all’interno della chiesa. Quanto alle pietre , ai portali rimossi e alle porzioni di campanile lo stoccaggio è avvenuto all’esterno del santuario e adesso si sta procedendo alla messa in sicurezza della chiesa, mediante il placcaggio di alcune parti , il fissaggio e “l’incerottatura” di alcune porzioni per renderla stabile e le porzioni verranno successivamente rimosse in sede di restauro. Si sta anche procedendo alla copertura in legno della parte di volta che è crollata all’interno – aggiunge- ; è in atto la messa in sicurezza della metà della volta rimasta dopo il crollo, al fine di evitare percolamento e infiltrazioni di acque meteoriche all’interno. I lavori di messa in sicurezza dei quali si occupa direttamente il Mibact, sono svolti dalla ditta appaltatrice, la Alessandrini di Montefortino, su progetto e direzione lavori del Mibact”.

S.MARIA IN VIA CUPOLA

MOROSI BASSETTI

L'Ingegnere Carlo Morosi illustra gli interventi al Cardinale Bassetti

Panoramica S Maria in Via

 santa Maria in via messa in sic da fuori

 

Sotto la facciata del duomo 

duomo facciata

 

E’ lo stesso Ufficio Ricostruzione della diocesi ad occuparsi invece della messa in sicurezza della cattedrale in piazza Cavour, per la salvaguardia del bene e di alcune porzioni interne.. “Stiamo completando la parte esterna con lavori pressoché conclusi sulla parte posteriore dell’abside – continua l’ingegnere Morosi- e adesso ci stiamo occupando della facciata principale che ha subìto una forte rotazione e un principio di ribaltamento. Terminata questa messa in sicurezza procederemo con quella relativa ad alcune porzioni. In particolare assicureremo la sagrestia e una capella laterale laterale, in quanto il muro dietro la cantoria e l’organo sta crollando e conseguentemente alcune parti , che precedentemente non sono state oggetto d’intervento da parte della Sovrintendenza, verranno messe in sicurezza. Procederemo solo internamente dunque per la sicurezza e la salvaguardia della cattedrale così come procederemo alla messa in sicurezza di una porzione del Palazzo arcivescovile sia in riferimento alla parte esterna ce alla parte centrale dell’ingresso principale; interessata sarà l’area museale e una  parte degli appartamenti del piano nobile superiore. Un lavoro che si sta eseguendo dunque- conclude l’ingegnere- sia per la salvaguardia del bene che per la finalità di una futura riapertura di piazza Cavour, la piazza principale di Camerino.

C.C.

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Giovedì, 31 Agosto 2017 18:01

Sarnano, furti e schiaffi al supermercato

I carabinieri di Sarnano hanno denunciato in stato di libertà un minorenne di origini magrebine, già noto alle forze dell'ordine, per rapina, minaccia e lesioni personali. Il giovane, entrato in un supermercato, ha trafugato merce per un valore complessivo di 50 euro e una volta vistosi scoperto ha colpito con un pugno la titolare cercando di fuggire. La proprietaria dell'esercizio commerciale si è lanciata all'inseguimento del minore, ma è stata nuovamente colpita con pugni che gli hanno procurato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni dai sanitari dell'ospedale di Amandola dove la donna è stata trasportata. I carabinieri, giunti sul posto, sono riusciti a rintracciare il giovane denunciandolo all'Autorità Giudiziaria.

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Il cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, è arrivato puntuale alle 9 di giovedì 31 agosto all’eremo del Beato Rizzerio a Muccia, a 730 metri di altezza, nella casa che accoglie gli sfollati del sisma, costruita sulla tomba di uno dei più stretti compagni di san Francesco. Il presidente della Cei si è intrattenuto fraternamente con gli ospiti e con le autorità, all’esterno della casa, prima dell’incontro ufficiale. «Essere vicini a chi soffre, rendersi conto di persona e concretamente – ha detto il cardinale Bassetti all’arrivo ai microfoni di Radio C1 in Blu che segue in diretta la giornata - quando si parla con chi è stato sotto le macerie, quando ti parla chi ha perso tutto è diverso da sentire dai mezzi di informazione. È importante che noi pastori della Chiesa abbiamo questi contatti diretti con cui soffre, le conseguenze del terremoto colpiscono gli affetti, i ricordi più cari della vita, rischiano di cancellare le tradizioni delle comunità. Il sisma causa tanti problemi e rendersi conto di persona è fondamentale». Il cardinale ha invitato a mantenersi saldi nella speranza: «Se vediamo solo con gli occhi del provvisorio, intristiamo tutti e non troviamo la forza di ricostruire. La speranza è l’oggi che ci aiuta a costruire».

 

(don Gianni Fabbrizi vicario della  vicaria di Pieve Torina e parroco di Muccia, il cardinale Bassetti e il vescovo Francesco Giovanni Brugnaro all’eremo del Beato Rizzerio a Muccia)

 

bassetti brugnaro

Accompagnato dall’arcivescovo di Camerino-San Severino Francesco Giovanni Brugnaro, il cardinale in mattinata andrà per una breve visita a Pievetorina, dove sono state assegnate le casette, e poi si fermerà a Visso, dove la ricostruzione  è ancora molto lontana e la quasi totalità della popolazione è sfollata nelle città di mare. 

A Muccia dove case e attività sono state fortemente danneggiate dal sisma per oltre il 90%, il sindaco Mario Baroni invita a riprendere velocemente la vita di tutti i giorni per non far disamorare le persone al loro paese anche se “i tempi sono ancora incerti, abbiamo riaperto scuole elementari e materne poco dopo le prime scosse, da parte degli amministratori c’è il massimo impegno per far riprendere più velocemente possibile”. Sfollato all’eremo, il sindaco Baroni ha accolto e ringraziato il cardinale per la visita ed ha salutato il prefetto di Macerata Roberta Preziotti che ha preso parte a questa “manifestazione di vicinanza della Chiesa” e che ha condiviso questa necessità di «sentirsi uniti ai fedeli vedendo direttamente ciò di cui questo territorio ha bisogno e che non deve essere dimenticato».

 

 

(Il Prefetto di Macerata Roberta Preziotti accanto al vicario della diocesi mons. Nello Tranzocchi)

bassetti assemblea

 

A Pieve Torina il sindaco Alessandro Gentilucci ha offerto un dono simbolico al presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, che lo ha accettato come ricordo dell’accoglienza che ha ricevuto, pur nelle difficoltà, ed ha commentato ricordando la somiglianza tra le Marche e l’Umbria, regioni piccole dove ci si sente più solidali e vicini. “Una visita emozionante, ricca di contenuti e di umanità – ha detto il sindaco Gentilucci - a nome della comunità esprimo commossa gratitudine al cardinale Bassetti e all’arcivescovo Brugnaro per questo interessamento che va ben oltre una visita di cortesia, nell’ottica di un nuovo percorso ecclesiale che stiamo vivendo”.

Da Pieve Torina il trasferimento a Visso dove il cardinale è stato accolto dal sindaco Giuliano Pazzaglini, dal vicesindaco Gian Luigi Spiganti Maurizi, dal comandante della Stazione dei Carabinieri e dalla popolazione. «Qualcuno potrebbe scegliere di non tornare, per motivi diversi – ha detto preoccupato il sindaco - almeno due anni serviranno per stabilizzare la situazione anche se le scuole saranno riaperte il 15 settembre. Attendo risposte per la collettività di Visso e non solo, nei comuni distrutti servono subito notizie certe».

Il cardinale Bassetti si è fermato in visita all’azienda Svila srl (fondata nel 1974) a Visso che ha aumentato il numero di dipendenti e il fatturato nonostante le forti difficoltà: in venticinque giorni è stata riallestita la fabbrica e i lavoratori non si sono tirati indietro perché la continuità del lavoro ha permesso loro di affrontare gli altri disagi e così è stata garantita la produzione alimentare. Maurizio Crea, amministratore delegato, dopo la visita del Cardinale ha commentato con Mario Staffolani per Radio C1 InBlu: “i dipendenti sono al centro dell’azienda, il terremoto è stato affrontato con forza grazie all’unità di tutto il personale. La grande famiglia Silva non si è mai fermata ed anzi è stato velocizzato quello che era stato programmato».

(L'arrivo del cardinale Bassetti a Visso accolto dal sindaco Pazzaglini)

bassetti visso

 

Cuore della mattinata la visita in Piazza Cavour, cuore pulsante della città di Camerino, dove il presidente della CEI è stato ricevuto all'interno della zona rossa dal sindaco Gianluca Pasqui e dal rettore di Unicam Claudio Pettinari. Il primo cittadino ha espresso il benvenuto al cardinale Bassetti che ha dimostrato la vicinanza umana e la speranza di vedere presto la città riprendere. Il sindaco ha ricordato le difficoltà della gestione attuale e il fatto che non ci sono più momenti di incontro nei luoghi della città: «è da ricostruire lo strato sociale – così il Sindaco - le istituzioni e i cittadini stanno lavorando verso lo stesso obiettivo e sono i valori dei quali ciascuno è portatore che permettono di guardare avanti superando le divisioni.»

«Le parole del cardinale ci hanno dato forza – ha detto il rettore Claudio Pettinari - ci sarà ancora molto da fare, desideriamo partire dai giovani, dai bambini e lo faremo insieme al comune e all’arcidiocesi: l’Università di Camerino è pronta per passare dalla fase delle parole alla fase dei progetti e delle azioni».

«I sacerdoti che sono qui hanno visto tante storie e tanta fatica – le parole dell’arcivescovo Francesco Giovanni - in questa piazza dove ci sono l’università, la cattedrale, la casa del vescovo e il mercato, il centro e il cuore della diocesi. Grazie al Cardinale che ha desiderato conoscere la nostra situazione e che ci aiuta a renderla nota, non perché cerchiamo la pubblicità, ma perché noi, che ora siamo poveri, abbiamo bisogno di aiuti e spero che ogni realtà possa condividere».

«Desidero comunicarvi la speranza che viene anche dalla mia esperienza con tanti terremoti - ha concluso il cardinale Bassetti - a prete giovane sono stato anche volontario tra i terremotati dal Friuli e sia lì sia in altre occasioni simili la rinascita è sempre stata convinta. Ai vicari foranei, che mi hanno spiegato quello che stanno facendo, e ai sacerdoti di questa diocesi esprimo il mio grazie con tutto il cuore. Ripartire dalla scuola materna è un modo di aggregare le famiglie e la gente così avendo modo di rivedersi con continuità, sente qualcosa di suo. Stiamo ora nel sepolcro, questo momento è come un Golgota per tanti, ma sono sicuro che questo territorio risorgerà».

 

 

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Il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e Presidente della C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana) è in visita nel territorio della Diocesi di Camerino – San Severino Marche.

Il Cardinale è stato accolto a Muccia, presso l'Eremo del Beato Rizerio, dall'Arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro che lo accompagnerà poi a visitare alcuni dei luoghi martoriati dal sisma dello scorso ottobre.

Il Presidente della C.E.I. proseguirà la sua visita a Pieve Torina, sarà così a Visso, Camerino, San Severino Marche prima di partire alla volta di Tolentino e Macerata dove in Piazza della Libertà presiederà la messa in onore del patrono San Giuliano.

Nel corso della giornata il presule saluterà anche i sindaci, le forze dell'ordine e si tratterrà con i sacerdoti e i fedeli dell'arcidiocesi camerte - settempedana. “Una visita che, secondo il desiderio del Cardinale Bassetti, non avrà il carattere della formalità, ma quello della cordialità della premura – le parole dell'arcivescovo Francesco Giovanni – per condividere le nostre preoccupazioni e conoscere da vicino quello che è avvenuto nel nostro territorio che, pur non avendo avuto morti e feriti, di fatto ha avuto grandi sofferenze in distruzioni, sfollati, perdita del patrimonio storico – artistico - architettonico, dispersione di comunità. Attraverso la presenza del Cardinale Bassetti faremo conoscere più da vicino alla Conferenza Episcopale Italiana la nostra situazione e faremo giungere a Papa Francesco il nostro ringraziamento per l'attenzione che ha avuto fino ad ora e ci aiuti a fare in modo che la nostra speranza diventi una realtà buona, positiva, possibile”.

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Saranno una cinquantina i motociclisti che interverranno alla prossima edizione del Circuito del Chienti e Potenza. Il CAEM-Lodovico Scarfiotti riprende così, dopo la sospensione nel 2016 per i problemi sul territorio legati al sisma, la fortunata manifestazione che ha visto sempre convergere nel maceratese molti esemplari di stupende e prestigiose moto d’epoca. Le iscrizioni sono arrivate da diverse regioni del centro Italia a conferma del gradimento di questo raduno legato ad un interessante passato motoristico sportivo, quando la gara, valida per il Campionato Italiano di Motociclismo univa in un suggestivo ed impegnativo percorso le località di Tolentino, San Severino Marche, Serrapetrona, Caccamo, Belforte del Chienti per poi tornare a Tolentino dopo circa 37 km.

MotoCaem

La concentrazione dei partecipanti sarà presso “La Foresteria” dell’Abbadia di Fiastra dove si effettueranno le operazioni preliminari, sabato 2 settembre dalle ore 15,00 alle 16,30. Successivamente si partirà alla volta di Pollenza dove sarà possibile visitare il Museo della Vespa di Marco Romiti. In serata i partecipanti si recheranno presso l’Agriturismo “Ponte degli Schiavi” in località Camporotondo di Fiastrone. Domenica 3 settembre ci sarà il clou dell’evento, con l’effettuazione di due giri del percorso rievocativo del Circuito Chienti e Potenza: ritrovo nel centro storico di Tolentino e il via del primo partecipante alle ore 9,00. Nei pressi di San Severino Marche e di Serrapetrona in entrambi i giri si svolgeranno le prove di precisione a cronometro valide per la classifica. Al termine dell’impegno rievocativo il pranzo finale con le premiazioni riunirà tutti di nuovo a “La Foresteria” dell’Abbadia di Fiastra. Il CAEM ha deciso di istituire un trofeo speciale dedicato a Luca Lausdei, giovane socio appassionato motociclista scomparso prematuramente.

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All’evento partecipano mezzi motociclistici omologati ASI o in corso di omologazione costruiti prima del 1950, ed anche mezzi costruiti fino al 1965 ritenuti di particolare interesse storico da parte dell’organizzazione, per i quali ci sarà una classifica dedicata.

 

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Si attendono diversi interessanti esemplari al via, come la Gilera 500 del 1935 del senese Francesco Salvini, con il fratello Francesco in sella ad una Moto Guzzi sport 15. Poi il perugino Claudio Trippetti su Triumph SD del 1931, con la moglie Patrizia Baldoni su Matchless G3L del 1943, il romagnolo Giorgio Valli su Panther Red Wing del 1932 ed altri fedelissimi del Circuito come Dante Petrucci su Rudge Ulster del 1938, anche lui accompagnato dalla consorte, Luciana Veddovi su Ganna Super Sport del 1933, oltre a Angelo Pallottelli su Moto Guzzi GTW del 1946.

La manifestazione è supportata da GM Meccanica di Montelupone, Hotel Ristorante La Foresteria, Ca.Bi. Gomme di Tolentino e Tecnostampa di Loreto.

omobonin

 

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“La musica è un rito magico  e una canzone non e mai sola,  porta dentro di se tutti quelli che l’hanno interpretata, ha una sua anima e vive per sempre”con queste parole l’attesa star  americana, Amii Stewart, ha aperto la sua memorabile esibizione a Macerata  entrando in scena sulle leggendarie note di Knock on wood eseguite dall’Orchestra del Maestro Gerardo Di Lella sotto gli applausi scroscianti ed infiniti del pubblico. Il brano che celebra i 40 anni dalla sua pubblicazione e che, nell'interpretazione di Amii Stewart divenne la hit planetaria, raggiungendo il primo posto nella Billboard Hot 100 con una vendita  solo  nel 1977 di oltre 8 milioni di copie. Gerardo di Lella e sua magnifica  orchestra ha aperto il concerto con un'accuratissima selezione di dieci brani  tra piu' famosi della disco music anni 70, durante i quali  il maestro ha raccontato dovizie tecniche e aneddoti dei grandi autori corredati dalle curiosità e dai  colori musicali  che hanno fatto leggendaria la musica di quegli anni, Amii Stewart  bella come mai e con il suo innato fascino di sempre, ha fatto poi il suo ingresso sul grande palcoscenico dell'arena Sferisterio di  Macerata.

E’ bastato l’interpretazione  del  brano di Sylvester “You Make Me Feel Mighty Real  e le poche parole d’invito a ballare della star americana a trasformare, l’Arena Sferisterio per una notte magica e densa di vibrazioni, nel tempio della Disco Music. “All’opera bisogna stare seduti  lo so bene c’ero anche io alla Turandot qui allo Sferisterio -ha detto l’artista - ma ora ci siamo solo noi potete alzarvi e ballare!”

E sulla mitica musica   di “Never can say goodbye”  di Gloria Gaynor intonata da Amii Stewart ,  tutti presenti in ogni ordine e settore dell’arena si sono alzati e scatenati per due ore e mezza sulle note magistralmente dirette da Gerardo Di Lella  di tutte le piu’ belle canzoni che hanno reso la Disco immortale.

Una hit planetaria che Amii Stewart con la sua fantastica voce ed energia contagiosa,  accompagnata dai grandi musicisti della Pop O’rchestra ha interpretato e ballato  sul palcoscenico dello Sferisterio  infiammando   gli animi del pubblico di Macerata che per una notte ha vissuto la magia e l’atmosfera originale dei brani più celebri ed emozionanti di quegli anni. In un susseguirsi di grandi emozioni Amii Stewart ha offerto generosamente al pubblico con la sua poderosa voce,  raccontando degli aneddoti sui suoi amici cantanti  e interpreti, con un grande omaggio a Donna Summer,  i brani piu’ famosi degli anni 70 tra cui  “I Will Survive” di  Gloria Gaynor, “Lady Marmelade” di Patty Labelle, “Killing Me Softly with His Song” di Roberta Flack, “Upside down”  Diana Ross,  “Last Dance” e “Hot Stuff “ di Donna Summer .

“Dance Era”  il grande show  targato anni 70 ideato da Gerardo Di Lella,  uno dei più creativi e versatili direttori italiani, che con la sua orchestra ha diretto i più importanti artisti internazionali tra cui tra gli ultimi oltre a Amii Stewart, Tony Hadley, Dianne Schuur  e Gloria Gaynor, grazie alla  poderosa formazione della sua orchestra composta da quattro  sax, tre  trombe, due tromboni, due chitarre, piano, tastiera, basso, percussioni, batteria e sei magnifiche voci soliste che fanno anche da coro, ha fatto vivere  un’immersione nei suoni e nei colori  originali del “Philly Sound” ovvero il The Sound Of Philadelphia. Dove convivevano per la prima volta il classico colore della ritmica

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Ultima Conferenza dei Servizi a Caldarola ieri per partire definitivamente con i lavori di costruzione del nuovo edificio scolastico, erano presenti tutti i soggetti interessati alla costruzione insieme ai donatori della Legacoop che hanno messo a disposizione della comunità caldarolese 2 milioni 700 mila euro.

Il progetto, rivisitato rispetto al primo presentato nel febbraio scorso, prevede una superficie di circa 1850 m² divisi su due piani: Al piano terra 3 aule per la scuola dell'infanzia, tutte dotate di servizi al loro interno sia per i bambini che per il corpo docente, un grande spazio comune per il gioco, un disimpegno, il refettorio, la stanza per l'impiattamento dei pasti e mensa, per quanto riguarda invece la scuola primaria ci saranno due aule al piano terra, un grande atrio, l'aula insegnanti, la dispensa, lo spogliatoio di servizio per le cuoche, al primo piano invece quattro aule laboratorio per le attività linguistiche, informatiche e musicale-espressivo, tre aule all'interno delle quali fare lezione e infine un auditorium da 100 posti circa,

La nuova scuola sarà completamente autonoma dal punto di vista dei consumi, alimentata con pannelli fotovoltaici e solari termici, la cucina sarà ad induzione, cioè alimentata con il fotovoltaico, il riscaldamento sarà a pavimento, ci saranno sensore di movimento e controllo elettronico della luminosità.

Le scuole materna, dell'infanzia e primaria saranno collegate tra loro e tutte con la palestra recentemente inaugurata.

Soddisfazione da parte di tutti i soggetti interessati è stata espressa al termine della conferenza dei Servizi di ieri, soprattutto per gli obiettivi raggiunti nel corso di questi mesi, particolarmente soddisfatti anche gli stessi donatori della Legacoop che oltre alla funzionalità e alla sicurezza sismica ci tenevano in modo particolare al fatto che fosse apprezzata da tutta la cittadinanza, non solo quella prettamente scolastica.

Ora i tempi per l'inizio dei lavori saranno brevi, probabilmente entro lo stesso mese di settembre, per poter consegnare le chiavi della scuola nei primi mesi del prossimo anno.

La buona volontà dell'Amministrazione Comunale, di pari passo con l'impegno delle Istituzioni, è stata dimostrata anche nella veloce costruzione delle SAE, infatti le prime 41 saranno consegnate già entro i primi 10 giorni di ottobre, tanto che nei prossimi giorni il sindaco Luca Maria Giuseppetti convocherà le famiglie che attualmente sono ospitale nelle strutture alberghiere più lontane, coloro che hanno dei figli che devono riprendere l'attività scolastica a Caldarola o chi attualmente è ospitato nei container. Saranno loro infatti i destinatari delle prime 41 Sae.

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Pubblicato in Politica
Mercoledì, 30 Agosto 2017 07:46

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Un anno dal terremoto del 24 agosto 2016 che portò morte e distruzione colpendo Lazio Marche Abruzzo ed Umbria. Danni e inagibilità già da quella data per Camerino dove la sezione locale della Croce Rossa Italiana allestì subito il centro di accoglienza tenuto in piedi per parecchi giorni in località Le Calvie. Diversamente da altri 29 comuni delle Marche, la città ducale non venne inclusa nel cratere sismico. Una data che il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui ricorda molto bene anche se le proporzioni della devastazione solo due mesi dopo avrebbero assunto un peso da far paura.

“ Per me la data del 24 agosto- spiega il primo cittadino- sta a significare proprio il modus operandi di cui ci troviamo a fare le spese. Seppur dopo quella scossa Camerino avesse subito danni importanti, venne esclusa dal cd.cratere. A metterci letteralmente in ginocchio poi sono state le scosse di ottobre. Eppure quella data del 24 agosto ha il significato di una condotta che assolutamente non sta andando per il verso giusto; quello che non riesco a capire- continua Pasqui- è come mai, se il 24 agosto il riferimento dei nostri danni, pur di rilevo, non era tale da farci includere nel cratere, dopo le scosse di ottobre figurano nel cratere ben 140 comuni senza diversificazione nel livello dei danni subiti.”  Il sindaco tiene a puntualizzare che il punto focale è proprio quello della necessità di fare un esame reale dei danni subiti dalle diverse città, stilando una serie di graduatorie e di fasce. “ Proporrei proprio di diversificare secondo una prima, seconda e terza fascia nelle quali inserire i comuni in relazione alla gravità dei danni subiti- aggiunge – altrimenti si rischia di non avere un’economia sufficiente per portare avanti la ricostruzione. Se dunque amaro è il ricordo della data di un anno fa che diventa ancora più drammatico ricordare il sisma del 26 ottobre e 30 ottobre. La paura e il dramma delle persone che fuggivano mi ha accompagnato per giorni; oggi il nostro centro storico è in zona rossa  e i danni sono gravissimi ma Camerino può dire comunque di non aver perso nulla e- puntualizza – contrariamente a quanto qualcuno si diverte ancora a sostenere, non siamo sicuramente secondi ad altri paesi. La competizione tra comuni in questo senso è davvero puerile; qui non c’è nessuna gara ad arrivare primi perché ogni comune sta facendo il massimo, così Camerino, nonostante i danni gravissimi subiti (e non a caso l’ingegnere Spuri ha affermato pubblicamente che sono maggiori di quelli riportati da tutta la regione Umbria). Certo, per rimettere in piedi  una città così ferita, ci vuole un tempo lungo, ma nulla si è fermato”.

Pasqui riferisce di lavori a buon punto per le SAE, per le quali è stato necessario arrivare ad un ordinativo certo per destinatari che abbiano reale diritto e la necessità di esperire sopralluoghi presso gli immobili. “Un conto è fare i circa 5000 sopralluoghi di Camerino, un conto doverne portare avanti 1000 o 500. Altro punto sono i numeri importanti di “casette” per  installare le quali  sono necessari grandi appezzamenti di terreno e, da noi, c’è anche la difficoltà della tenuta dei terreni. Molte aree proprio per questo non sono risultate idonee e anche una volta trovata un’area idonea- continua Pasqui- si è presentata la difficoltà di capire come poterla raggiungere con le opportune strade. Aggiungo anzi che, a tutt’oggi, se avessi dovuto rispettare alcune regole, quali avere apparati fognari e strade a posto, non so se avrei potuto dare il via ad alcune situazioni. Porto ad esempio il fatto che la città dopo il terremoto si è sviluppata tutta nell’area di San Paolo dove troviamo la Caserma dei carabinieri, il commercio, le scuole, e troveremo anche tante SAE, se pensiamo a tutti gli scarichi e all’acqua che esce dalle tubature, è necessario un potenziamento. Già qualche mese fa sono iniziati ragionamenti per risolvere la questione e, solo nell’ultima riunione siamo riusciti a trovare un punto d’incontro, seppure teorico, Qual è la via giusta? Iniziare i lavori, o aspettare di risolvere le problematiche? Comprenderete che, contrariamente a quanto qualcuno vuole far passare, stiamo andando avanti ad una velocità significativa. I commercianti li abbiamo messi quantomeno nella condizione di poter svolgere il loro lavoro anche se dentro un tendone; non abbiamo accettato i semplici moduli che avrebbero dovuto arrivare ma abbiamo aperto un dialogo costruttivo che ha significato anche grande disponibilità da parte dei dirigenti della Regione nel concedere in molti casi molta metratura  in più a disposizione e, grazie all’università di Camerino che ha elaborato la progettualità del nuovo centro commerciale avremo anche una nuova piazza e un luogo di aggregazione per le persone. Tutto questo è figlio di tanto lavoro come lo è l’essere riusciti a mantenere sostanzialmente tutti i servizi, compreso da ultimo l’ufficio del Giudice di Pace. Inviterei a venire con me chi sorride sulle tempistiche che il sindaco non è in grado di dare in maniera certa, in modo tale da rendersi conto di persona che, per dare certezze, bisogna avere certezze. Io do tutte le certezze che sono in condizione di dare”.

Intanto il sindaco orientativamente parla di fine settembre per la riapertura di piazza Cavour. “ La piazza verrà restituita agli abitanti. Me lo sono imposto come simbolo e vorrò festeggiare quel momento con tutta la comunità, ma non è l’unico segnale di recupero di una città che giorno dopo giorno sta riacquistando tanti metri. Anche qui la velocità è dettata dalle regole e, a tal proposito- conclude Pasqui- voglio puntualizzare anche che se fosse per me ordinerei tante demolizioni di immobili datati. Ma la verità è che il sindaco prende atto, non decide. Nessuna legge prevede che un sindaco decida la demolizione, dovendo solo prendere atto di quello che il tecnico decide nel GTS. In alcuni casi però, come nella fattispecie con tutta probabilità avverrà per il noto palazzo di via Seneca con l’accordo dei proprietari degli appartamenti, la demolizione sarà possibile anche per la messa in sicurezza della pubblica via. Sto addirittura sostenendo che qualora  la messa in sicurezza abbia a rivelarsi più costosa di una demolizione e se la demolizione è voluta dai proprietari, è bene demolire ma, anche qui, la decisione è dell’Ufficio Ricostruzione della Regione Marche, lo stesso che dovrà dare l’autorizzazione per la demolizione del palazzo Toffee”.

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Nel pomeriggio di oggi martedì 29 agosto, gli studenti del Master in Ingegneria Sismica e Gestione dei Disastri (Earthquake Engineering with Disaster Management MSc) della University College of London, uno dei più grandi e migliori atenei del Regno Unito, coordinati dai professori Carmine Galasso, Direttore del Master, e Fabio Freddi hanno visitato l’Università di Camerino, grazie alla collaborazione con il prof. Andrea Dall’Asta della Scuola di Architettura e Design di Unicam. A dare il benvenuto in Ateneo il Rettore eletto prof. Claudio Pettinari.

I venti studenti, provenienti da tutte le parti del mondo (Italia, Grecia, Regno Unito, China, Chile, Colombia, Indonesia, Jamaica, Messico, Nepal, Sudafrica, Tailandia, Venezuela), hanno avuto modo di discutere delle conseguenze del sisma sia con i docenti della University College London che con il gruppo di ricerca di ingegneria sismica dell’Università di Camerino.

La visita si è concentrata su quattro temi principali: la risposta sismica delle strutture (edifici, ponti, etc) di recente costruzione; la risposta sismica di beni culturali quali edifici storici e chiese, in buona parte oggetto di intervento dopo il sisma del 1997; la raccolta sistematica dei dati di danno, finalizzata allo sviluppo di modelli di valutazione della vulnerabilità sismica; la gestione dell’emergenza e della ricostruzione.

L’esperienza ed i risultati della visita saranno condivisi con il pubblico attraverso un blog, una serie di filmati e report fotografici.

La University College of London, che conta oltre 40.000 fra studenti, ricercatori e docenti, è considerata una delle cinque migliori università britanniche e diverse agenzie internazionali la classificano fra le 10 migliori università al mondo.

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